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Mali di stagione: sintomi, cure e rimedi naturali (Dott. Marco Torelli)

Associamo comunemente autunno e inverno al buio, alla pioggia, alla neve e anche all’immobilità e al letargo. Come ogni anno si presentano spesso disturbi quali mal di gola e influenza, tosse, bronchiti, asma, febbre e dolori reumatici. Se nei casi più gravi è consigliato rivolgersi al medico, in tutti gli altri casi basta rivolgersi al proprio farmacista di fiducia o ricorrere ad antichi metodi naturali. Vi svelerò ora cause e rimedi per far fronte a tali fastidi. Prima di tutto dobbiamo sapere che il responsabile del comune raffreddore è un virus, ovvero un germe microscopico estremamente contagioso. E' questa una malattia che si presenta dapprima con secchezza e prurito nasale accompagnato molte volte da starnuti e dalla sensazione di "respirare aria fredda"; subentra poi un malessere generale come mal di testa, naso chiuso e infine inizia la fase che ogni persona identifica con il raffreddore, cioè il "naso che cola" (rinorrea). Sebbene non esistano cure specifiche per il raffreddore, consiglio - soprattutto nelle prime fasi - l'uso di acido acetilsalicilico per diminuire lo stato infiammatorio delle mucose nasali e raccomando di limitare l'uso di spray nasali perché danno un breve beneficio, ma possono aumentare la pressione arteriosa. La dose consigliata è di 500/1000 mg di vitamina C al giorno che accresce il livello di interferone, aumentando le difese delle cellule dagli attacchi dei virus.La vitamina C può essere facilmente assunta tramite integratori o attraverso il consumo di cibi come gli agrumi, i kiwi ed altri. Nel caso in cui l’uso dell’acido acetilsalicilico non sia sufficiente, l’uso di antiinfluenzali e antipiretici ci aiuta a contrastare la sintomatologia del raffreddore.Sottovalutare e non dare la giusta importanza all’influenza può portare a complicazioni come la sinusite e ricadute frequenti fino ad un raffreddore cronico o riniti allergiche (prima non presenti).La vaccinazione antiinfluenzale non ci esclude la possibilità di essere contagiati poiché l’influenza ha la capacità di modificarsi periodicamente, eludendo così le difese immunitarie ma per fortuna è uno dei pochissimi virus capaci di fare ciò.Essere "contagiati" però non significa necessariamente sviluppare in seguito la malattia perché, nonostante il virus sia molto forte, il corpo umano spesso riesce a debellarla senza che si siano presentati i sintomi.L'influenza si manifesta soprattutto quando c'è una debilitazione sia fisica sia psichica (quest'ultimo dato è confermato da numerose ricerche) tale per cui il sistema immunitario si indebolisce. Allora, dopo un'incubazione variabile da uno a tre giorni, inizia bruscamente la febbre accompaganata da mal di testa, brividi, inappetenza e stitichezza. La fase descritta di solito dura due o tre giorni; poi possono comparire tosse, raffreddore e dolore sternale. Nel complesso la malattia dura circa una settimana per regredire infine spontaneamente.Occorre precisare che gli antibiotici sono del tutto inutili contro l'influenza perché inattivi contro i virus, mentre sono di discreta utilità l'acido acetilsalicilico e i suoi derivati. Il vaccino è indicato nelle persone considerate "a rischio", cioè negli individui particolarmente deboli come i bambini e gli anziani. La prima dose si assume a ottobre e deve essere ripetuta dopo quattro o otto settimane. E’ consigliabile ripetere la vaccinazione ogni anno proprio per la variabilità del virus influenzale. La percentuale di protezione del vaccino è del 60-70 %. Mi preme sottolineare che, anche se vaccinandoci non abbiamo la totale sicurezza di non essere contagiati, i sintomi si manifestano in maniera decisamente inferiore rispetto ad un individuo non vaccinato. Riguardo l’espressione "mal di gola" intendiamo genericamente l’ infiammazione di tutta la gola ma, in realtà, occorre distinguerne due tipi: la laringite e la faringite.La Laringite è un’ infiammazione di quel tratto della gola dove transita l'aria che si respira e dove sono situate le corde vocali. I sintomi si presentano con diminuzione della voce ingravescente (disfonia), sensazione di bruciore in gola, tosse dapprima secca poi catarrale.La terapia medica in genere è a base di impacchi tiepidi, riposo con la voce, cibi freddi, farmaci balsamici e in alcuni casi cortisonici ed antistaminici.La Faringite è invece un'infiammazione che colpisce quella zona della gola subito dietro il cavo orale, là dove sono situate le tonsille. In alcuni casi l’influenza si trasforma in bronchite proveniente dalla carenza o diminuzione delle difese naturali che possiede l'albero bronchiale nei confronti di virus e batteri. Questi possono annidarsi nel tessuto dei bronchi e provocare la bronchite acuta. La malattia è caratterizzata dalla tosse che può essere catarrosa con dolore retro sternale, dà luogo a febbre e alla sensazione di respirare poco e male.La terapia si attua con antibiotici, con accurata umidificazione dell'ambiente, con farmaci espettoranti, riposo e dieta liquida (l'acqua a livello polmonare favorisce l'espettorazione).La tosse – possibilmente - non andrebbe sedata perché cocstituisce il meccanismo con cui i bronchi cercano di "buttare fuori" il muco infetto.Nel caso in cui si voglia percorrere una strada più naturale è possibile rivolgersi alla medicina omeopatica che, con l'aiuto di un medico omeopata, permette di focalizzare un rimedio che corrisponda il più possibile alla costituzione psicofisica dell'individuo. Con questo rimedio, assunto una volta al mese, è come se il corpo ricaricasse via via le proprie energie rinforzando così i meccanismi di difesa.Piante importanti nella prevenzione sono: l'echinacea, l'erisimo o "erba cornacchia”, il tasso barbasso e il ribes.Anche la fitoterapia può essere un ottimo mezzo per rinforzare l'organismo e metterlo nelle migliori condizioni per affrontare l'inverno. Dott. Marco Torelli

Le punture di zanzare

Negli ultimi anni la diffusione della zanzara e, In particolare, della specie aedes alboictus (zanzara tigre), ha assunto una rilevanza tale da compromettere, in alcuni casi, la nostra salute.Le punture di zanzare tigre, zanzare comuni e pappataci possono essere un pericolo per tutti in quanto veicolatori di virus e parassiti responsabili di malattie anche gravi.Le zanzare comuni sono in grado di trasmettere il virus West Nile, la Zanzara tigre il virus Zika e quelli responsabili della Dengue e della Chikungunya,  mentre i pappataci possono trasmettere il parassita della leishmaniosi e il virus Toscana.   Evitare di farsi pungere da zanzare e pappataci è quindi una misura di prevenzione fondamentale. Per impedire la proliferazione di questi insetti “vettori” e importante suggerire alcune semplici ma efficaci indicazioni.È doveroso affrontare questo problema nella consapevolezza che il sistema più efficace contro I’infestazione è la prevenzione e la lotta integrata alle larve piuttosto che ai soggetti adulti. La differenza più evidente tra la zanzara comune (Culex pipiens) e la zanzara tigre (Aedes albopictus) sta nella colorazione del corpo: la prima è di colore nocciola, mentre la seconda è nera, con bande bianche su addome e zampe e una linea bianca nella parte anteriore. Le dimensioni della zanzara comune sono leggermente più grandi di quelle della zanzara tigre. Un’altra differenza sostanziale tra le due zanzare riguarda il comportamento: la Culex punge prevalentemente di notte, l’Aedes invece durante le ore diurne, generalmente in tarda mattinata e all’aperto.L’apparato pungitore della zanzara tigre, più robusto di quello della zanzara comune, le permette di pungere anche attraverso i vestiti provocando fastidiosi ponfi (gonfiori) pruriginosi.Le femmine della zanzara tigre non hanno difese contro il freddo e all’arrivo dell’inverno scompaiono, non prima di avere depositato le “uova di resistenza” che si schiuderanno la primavera successiva dando origine a nuove generazioni di zanzare. Al contrario, la zanzara comune riesce a sopravvivere al gelo restandosene per tutto l’inverno in luoghi riparati, come cantine e soffitte.La lotta alle zanzare, come dicevamo, risulta molto più efficace quando l’insetto si trova in fase larvale. Cosa fare: trattare regolarmente con prodotti larvicidi (in base alle indicazioni riportate in etichetta, da 7 gg a 4 settimane a seconda del tipo di prodotto) i tombini e le zone di scolo e ristagno; eliminare i sottovasi e, ove non sia possibile, evitare il ristagno di acqua al loro interno; verificare che le grondaie siano pulite e non ostruite;  coprire le cisterne e tutti i contenitori dove si raccoglie l’acqua piovana con coperchi ermetici, teli o zanzariere ben tese;  tenere pulite fontane e vasche ornamentali, eventualmente introducendo pesci rossi che sono predatori delle larve di zanzara tigre;  Cosa non fare: accumulare copertoni e altri contenitori che possono raccogliere anche piccole quantità di acqua stagnante;  lasciare che l’acqua ristagni sui teli utilizzati per coprire cumuli di materiale e legna;  lasciare gli annaffiatoi e i secchi con l’apertura verso l’alto;  lasciare le piscine gonfiabili e altri giochi pieni di acqua per più giorni; svuotare nei tombini i sottovasi o altri contenitori. Stabilite le norme di buon controllo arriviamo  a ciò che più ci interessa: - Se dovessimo venir punti? - E se fossimo allergici? La farmacologia in questo ci è di grande aiuto.In primis con i repellenti tra i quali è possibile scegliere tra una quantità enorme di tipologie. La differenza più importante è sicuramente la loro composizione che si divide tra chimica e naturale. Di solito, soprattutto per i bambini, il mio consiglio è quello di usare repellenti naturali che, rispetto ai primi, contengono ovviamente meno contro indicazioni e in caso di contatto con la bocca – ad esempio -  non sono in alcuna maniera dannosi (pensate alle citronella). Diverso è invece il discorso per gli adulti ai quali, alla luce di una maggiore consapevolezza del prodotto, consiglio i prodotti chimici che hanno un’ azione e un’efficacia più decisa e forte.Una valida alternativa per i più piccoli è rappresentata dai cerotti repellenti che possono essere attaccati a culle o indumenti in punti non raggiungibili dalla bocca del bambino. Per quanto riguarda invece le reazioni allergiche dobbiamo prestare maggiore attenzione poiché le conseguenze possono essere più gravi.Per i soggetti che sanno di essere allergici la mia raccomandazione è quella di avere sempre a portata di mano un cortisonico. Questo intervenire prima che la reazione allergica raggiunga il suo apice minimizzando gli effetti dell’allergia.Questo vale anche per i più piccini. I sintomi a cui dobbiamo prestare la massima attenzione riguardano - una volta punti - l’eventuale insorgere di molteplici bolle, rossori, edemi che nel tempo si espandono con ruch cutanei e la presenza di prurito infastidente.Se tutto ciò si manifesta dobbiamo allertare i presenti e intervenire nel minor tempo possibile. Sottovalutare questi fenomeni potrebbe aggravare la situazione fino ad arrivare ad uno shock anafilattico.Questo succede raramente ma non dobbiamo permettere che accada!I farmaci da utilizzare in questi casi sono i cortisonici i quali bloccano completamente la reazione allergica. Per eliminare invece il prurito e ridurre il gonfiore dobbiamo utilizzare pomate ad uso locale - anche esse cortisoniche o similcortisoniche. Dott. Marco Torelli

Dimagrimento estivo ed integrazione

Molto spesso, con l’arrivo della bella stagione e della fatidica prova costume, ci accorgiamo che qualche maglietta o pantalone (magari i nostri preferiti) non sono più così comodi come li ricordavamo… ed ecco arrivare la conferma di ciò che sospettavamo: quest’inverno abbiamo preso qualche chilo di troppo!Non dobbiamo però preoccuparci più di tanto, possiamo infatti seguire qualche utile consiglio per ritrovare un po’ di benessere. Le motivazioni per cui ci si ritrova con qualche chilo in più sono assolutamente normali.E’ noto che con il freddo, a causa della maggiore dispersione termica del corpo, si ha bisogno di più energia per mantenere la temperatura a 36-37 gradi. Questa energia la prendiamo dal cibo, spesso accompagnato da un maggiore senso di fame, mangiando più di quanto il nostro reale fabbisogno richieda.E’ vero inoltre che d’inverno circolano molti più cibi grassi e dolci di vario genere favorendo, in questo modo, l’introduzione di calorie in eccesso. Contrariamente a quanto accade con le basse temperature, con il caldo generalmente l’appetito tende a diminuire (…e questa estate è veramente calda!!). Ad aiutarci in questo periodo ci sono maggiori varietà di frutta e verdura, pesce e i sempre presenti latte e latticini. Tutti alimenti che apportano nutrienti ad alto valore antiossidante e protettivo, come le vitamine, i minerali e i grassi polinsaturi e monoinsaturi.Durante le vacanze capita stare tra amici anche con frullati di frutta fresca, bevande analcoliche e non zuccherate; al mare è più semplice scegliere pesce al forno o alla griglia invece che cibi ricchi di condimento. Un’ ottima pratica per ritornare rapidamente in forma è ovviamente fare dello sport.Con la bella stagione si può ricominciare a fare delle lunghe passeggiate sia a piedi che in bicicletta, migliorando così il tono muscolare e cardiaco bruciando più calorie.A volte si pensa che facendo attività fisica la fame aumenti e che quindi si corra il rischio di mangiare di più di quanto si è consumato. In realtà se l’attività fisica viene fatta in modo costante, regolare e con la giusta intensità, può non solo aiutare ad eliminare i grassi accumulati ma fa diminuire il senso di fame e facilita così la perdita di peso, aiuta a rinforzare i muscoli e a tiene attivo il metabolismo con il giusto bilancio energetico.Una buona abitudine è quella di mangiare almeno 3 frutti al giorno (anche frullati – purché bevuti appena preparati per evitare che si ossidino alcune vitamine) e di consumare frutta anche per i vari spuntini o merende.Consumare tutta la verdura fresca che potete, almeno una porzione a pranzo e a cena o come break.E’ importante inoltre bere almeno due litri di acqua al giorno. Per tutti coloro che si sentono particolarmente stanchi e spossati o che comunque lamentano un malessere causato dal caldo e dalla fatica dati delle condizioni climatiche, è possibile integrare il proprio apporto energetico con prodotti che sono assolutamente ottimi per fronteggiare queste situazioniPer esempio una integrazione di magnesio e potassio è assolutamente consigliata in condizioni di forte sudorazione o crampi – soprattutto se notturni.Anche un forte apporto di omega 3 aiuta a combattere efficacemente i radicali liberi affinché questi non danneggino le nostre cellule.Il processo biochimico è molto complesso ma basti sapere che gli antiossidanti sono amici delle nostre cellule e del nostro benessere. Questi aiutano a rallentare l’invecchiamento di organi e sistemi, comprese le cellule della pelle che d’estate possono essere danneggiate dai raggi Uv. Sono ad esempio antiossidanti complessi vitaminici e minerali, flavonoidi e altri oligoelementi facilmente ritrovabili in molti integratori. Per concludere… Una buona alimentazione, un apporto vitaminico e di antiossidanti corretto, uniti a una moderata ma costante attività fisica, possono essere la soluzione per un nuovo o ritrovato benessere fisico e - perché no – per una prova costume perfetta! Dott. Marco Torelli

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