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Le punture di zanzare In evidenza

Negli ultimi anni la diffusione della zanzara e, In particolare, della specie aedes alboictus (zanzara tigre), ha assunto una rilevanza tale da compromettere, in alcuni casi, la nostra salute.
Le punture di zanzare tigre, zanzare comuni e pappataci possono essere un pericolo per tutti in quanto veicolatori di virus e parassiti responsabili di malattie anche gravi.

Le zanzare comuni sono in grado di trasmettere il virus West Nile, la Zanzara tigre il virus Zika e quelli responsabili della Dengue e della Chikungunya,  mentre i pappataci possono trasmettere il parassita della leishmaniosi e il virus Toscana.  

Evitare di farsi pungere da zanzare e pappataci è quindi una misura di prevenzione fondamentale.
Per impedire la proliferazione di questi insetti “vettori” e importante suggerire alcune semplici ma efficaci indicazioni.
È doveroso affrontare questo problema nella consapevolezza che il sistema più efficace contro I’infestazione è la prevenzione e la lotta integrata alle larve piuttosto che ai soggetti adulti.

La differenza più evidente tra la zanzara comune (Culex pipiens) e la zanzara tigre (Aedes albopictus) sta nella colorazione del corpo: la prima è di colore nocciola, mentre la seconda è nera, con bande bianche su addome e zampe e una linea bianca nella parte anteriore. Le dimensioni della zanzara comune sono leggermente più grandi di quelle della zanzara tigre. 
Un’altra differenza sostanziale tra le due zanzare riguarda il comportamento: la Culex punge prevalentemente di notte, l’Aedes invece durante le ore diurne, generalmente in tarda mattinata e all’aperto.
L’apparato pungitore della zanzara tigre, più robusto di quello della zanzara comune, le permette di pungere anche attraverso i vestiti provocando fastidiosi ponfi (gonfiori) pruriginosi.
Le femmine della zanzara tigre non hanno difese contro il freddo e all’arrivo dell’inverno scompaiono, non prima di avere depositato le “uova di resistenza” che si schiuderanno la primavera successiva dando origine a nuove generazioni di zanzare. Al contrario, la zanzara comune riesce a sopravvivere al gelo restandosene per tutto l’inverno in luoghi riparati, come cantine e soffitte.
La lotta alle zanzare, come dicevamo, risulta molto più efficace quando l’insetto si trova in fase larvale.

Cosa fare:

  • trattare regolarmente con prodotti larvicidi (in base alle indicazioni riportate in etichetta, da 7 gg a 4 settimane a seconda del tipo di prodotto) i tombini e le zone di scolo e ristagno;
  • eliminare i sottovasi e, ove non sia possibile, evitare il ristagno di acqua al loro interno;
  • verificare che le grondaie siano pulite e non ostruite; 
  • coprire le cisterne e tutti i contenitori dove si raccoglie l’acqua piovana con coperchi ermetici, teli o zanzariere ben tese; 
  • tenere pulite fontane e vasche ornamentali, eventualmente introducendo pesci rossi che sono predatori delle larve di zanzara tigre; 

Cosa non fare:

  • accumulare copertoni e altri contenitori che possono raccogliere anche piccole quantità di acqua stagnante; 
  • lasciare che l’acqua ristagni sui teli utilizzati per coprire cumuli di materiale e legna; 
  • lasciare gli annaffiatoi e i secchi con l’apertura verso l’alto; 
  • lasciare le piscine gonfiabili e altri giochi pieni di acqua per più giorni;
  • svuotare nei tombini i sottovasi o altri contenitori.

Stabilite le norme di buon controllo arriviamo  a ciò che più ci interessa:

- Se dovessimo venir punti?

- E se fossimo allergici?

La farmacologia in questo ci è di grande aiuto.
In primis con i repellenti tra i quali è possibile scegliere tra una quantità enorme di tipologie. La differenza più importante è sicuramente la loro composizione che si divide tra chimica e naturale. Di solito, soprattutto per i bambini, il mio consiglio è quello di usare repellenti naturali che, rispetto ai primi, contengono ovviamente meno contro indicazioni e in caso di contatto con la bocca – ad esempio -  non sono in alcuna maniera dannosi (pensate alle citronella).
Diverso è invece il discorso per gli adulti ai quali, alla luce di una maggiore consapevolezza del prodotto, consiglio i prodotti chimici che hanno un’ azione e un’efficacia più decisa e forte.
Una valida alternativa per i più piccoli è rappresentata dai cerotti repellenti che possono essere attaccati a culle o indumenti in punti non raggiungibili dalla bocca del bambino.

Per quanto riguarda invece le reazioni allergiche dobbiamo prestare maggiore attenzione poiché le conseguenze possono essere più gravi.
Per i soggetti che sanno di essere allergici la mia raccomandazione è quella di avere sempre a portata di mano un cortisonico. Questo intervenire prima che la reazione allergica raggiunga il suo apice minimizzando gli effetti dell’allergia.
Questo vale anche per i più piccini.

I sintomi a cui dobbiamo prestare la massima attenzione riguardano - una volta punti - l’eventuale insorgere di molteplici bolle, rossori, edemi che nel tempo si espandono con ruch cutanei e la presenza di prurito infastidente.
Se tutto ciò si manifesta dobbiamo allertare i presenti e intervenire nel minor tempo possibile.
Sottovalutare questi fenomeni potrebbe aggravare la situazione fino ad arrivare ad uno shock anafilattico.
Questo succede raramente ma non dobbiamo permettere che accada!
I farmaci da utilizzare in questi casi sono i cortisonici i quali bloccano completamente la reazione allergica. Per eliminare invece il prurito e ridurre il gonfiore dobbiamo utilizzare pomate ad uso locale - anche esse cortisoniche o similcortisoniche.

Dott. Marco Torelli

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