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Associamo comunemente autunno e inverno al buio, alla pioggia, alla neve e anche all’immobilità e al letargo.
Come ogni anno si presentano spesso disturbi quali mal di gola e influenza, tosse, bronchiti, asma, febbre e dolori reumatici. Se nei casi più gravi è consigliato rivolgersi al medico, in tutti gli altri casi basta rivolgersi al proprio farmacista di fiducia o ricorrere ad antichi metodi naturali.
Vi svelerò ora cause e rimedi per far fronte a tali fastidi.

Prima di tutto dobbiamo sapere che il responsabile del comune raffreddore è un virus, ovvero un germe microscopico estremamente contagioso. E' questa una malattia che si presenta dapprima con secchezza e prurito nasale accompagnato molte volte da starnuti e dalla sensazione di "respirare aria fredda"; subentra poi un malessere generale come mal di testa, naso chiuso e infine inizia la fase che ogni persona identifica con il raffreddore, cioè il "naso che cola" (rinorrea).

Sebbene non esistano cure specifiche per il raffreddore, consiglio - soprattutto nelle prime fasi - l'uso di acido acetilsalicilico per diminuire lo stato infiammatorio delle mucose nasali e raccomando di limitare l'uso di spray nasali perché danno un breve beneficio, ma possono aumentare la pressione arteriosa. La dose consigliata è di 500/1000 mg di vitamina C al giorno che accresce il livello di interferone, aumentando le difese delle cellule dagli attacchi dei virus.
La vitamina C può essere facilmente assunta tramite integratori o attraverso il consumo di cibi come gli agrumi, i kiwi ed altri. Nel caso in cui l’uso dell’acido acetilsalicilico non sia sufficiente, l’uso di antiinfluenzali e antipiretici ci aiuta a contrastare la sintomatologia del raffreddore.
Sottovalutare e non dare la giusta importanza all’influenza può portare a complicazioni come la sinusite e ricadute frequenti fino ad un raffreddore cronico o riniti allergiche (prima non presenti).
La vaccinazione antiinfluenzale non ci esclude la possibilità di essere contagiati poiché l’influenza ha la capacità di modificarsi periodicamente, eludendo così le difese immunitarie ma per fortuna è uno dei pochissimi virus capaci di fare ciò.
Essere "contagiati" però non significa necessariamente sviluppare in seguito la malattia perché, nonostante il virus sia molto forte, il corpo umano spesso riesce a debellarla senza che si siano presentati i sintomi.
L'influenza si manifesta soprattutto quando c'è una debilitazione sia fisica sia psichica (quest'ultimo dato è confermato da numerose ricerche) tale per cui il sistema immunitario si indebolisce. Allora, dopo un'incubazione variabile da uno a tre giorni, inizia bruscamente la febbre accompaganata da mal di testa, brividi, inappetenza e stitichezza. La fase descritta di solito dura due o tre giorni; poi possono comparire tosse, raffreddore e dolore sternale. Nel complesso la malattia dura circa una settimana per regredire infine spontaneamente.
Occorre precisare che gli antibiotici sono del tutto inutili contro l'influenza perché inattivi contro i virus, mentre sono di discreta utilità l'acido acetilsalicilico e i suoi derivati.

Il vaccino è indicato nelle persone considerate "a rischio", cioè negli individui particolarmente deboli come i bambini e gli anziani. La prima dose si assume a ottobre e deve essere ripetuta dopo quattro o otto settimane. E’ consigliabile ripetere la vaccinazione ogni anno proprio per la variabilità del virus influenzale. La percentuale di protezione del vaccino è del 60-70 %.
Mi preme sottolineare che, anche se vaccinandoci non abbiamo la totale sicurezza di non essere contagiati, i sintomi si manifestano in maniera decisamente inferiore rispetto ad un individuo non vaccinato.

Riguardo l’espressione "mal di gola" intendiamo genericamente l’ infiammazione di tutta la gola ma, in realtà, occorre distinguerne due tipi: la laringite e la faringite.
La Laringite è un’ infiammazione di quel tratto della gola dove transita l'aria che si respira e dove sono situate le corde vocali. I sintomi si presentano con diminuzione della voce ingravescente (disfonia), sensazione di bruciore in gola, tosse dapprima secca poi catarrale.
La terapia medica in genere è a base di impacchi tiepidi, riposo con la voce, cibi freddi, farmaci balsamici e in alcuni casi cortisonici ed antistaminici.
La Faringite è invece un'infiammazione che colpisce quella zona della gola subito dietro il cavo orale, là dove sono situate le tonsille. In alcuni casi l’influenza si trasforma in bronchite proveniente dalla carenza o diminuzione delle difese naturali che possiede l'albero bronchiale nei confronti di virus e batteri. Questi possono annidarsi nel tessuto dei bronchi e provocare la bronchite acuta. La malattia è caratterizzata dalla tosse che può essere catarrosa con dolore retro sternale, dà luogo a febbre e alla sensazione di respirare poco e male.
La terapia si attua con antibiotici, con accurata umidificazione dell'ambiente, con farmaci espettoranti, riposo e dieta liquida (l'acqua a livello polmonare favorisce l'espettorazione).
La tosse – possibilmente - non andrebbe sedata perché cocstituisce il meccanismo con cui i bronchi cercano di "buttare fuori" il muco infetto.
Nel caso in cui si voglia percorrere una strada più naturale è possibile rivolgersi alla medicina omeopatica che, con l'aiuto di un medico omeopata, permette di focalizzare un rimedio che corrisponda il più possibile alla costituzione psicofisica dell'individuo. Con questo rimedio, assunto una volta al mese, è come se il corpo ricaricasse via via le proprie energie rinforzando così i meccanismi di difesa.
Piante importanti nella prevenzione sono: l'echinacea, l'erisimo o "erba cornacchia”, il tasso barbasso e il ribes.
Anche la fitoterapia può essere un ottimo mezzo per rinforzare l'organismo e metterlo nelle migliori condizioni per affrontare l'inverno.

Dott. Marco Torelli

Lunedì, 21 Agosto 2017 10:09

Le punture di zanzare

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Negli ultimi anni la diffusione della zanzara e, In particolare, della specie aedes alboictus (zanzara tigre), ha assunto una rilevanza tale da compromettere, in alcuni casi, la nostra salute.
Le punture di zanzare tigre, zanzare comuni e pappataci possono essere un pericolo per tutti in quanto veicolatori di virus e parassiti responsabili di malattie anche gravi.

Le zanzare comuni sono in grado di trasmettere il virus West Nile, la Zanzara tigre il virus Zika e quelli responsabili della Dengue e della Chikungunya,  mentre i pappataci possono trasmettere il parassita della leishmaniosi e il virus Toscana.  

Evitare di farsi pungere da zanzare e pappataci è quindi una misura di prevenzione fondamentale.
Per impedire la proliferazione di questi insetti “vettori” e importante suggerire alcune semplici ma efficaci indicazioni.
È doveroso affrontare questo problema nella consapevolezza che il sistema più efficace contro I’infestazione è la prevenzione e la lotta integrata alle larve piuttosto che ai soggetti adulti.

La differenza più evidente tra la zanzara comune (Culex pipiens) e la zanzara tigre (Aedes albopictus) sta nella colorazione del corpo: la prima è di colore nocciola, mentre la seconda è nera, con bande bianche su addome e zampe e una linea bianca nella parte anteriore. Le dimensioni della zanzara comune sono leggermente più grandi di quelle della zanzara tigre. 
Un’altra differenza sostanziale tra le due zanzare riguarda il comportamento: la Culex punge prevalentemente di notte, l’Aedes invece durante le ore diurne, generalmente in tarda mattinata e all’aperto.
L’apparato pungitore della zanzara tigre, più robusto di quello della zanzara comune, le permette di pungere anche attraverso i vestiti provocando fastidiosi ponfi (gonfiori) pruriginosi.
Le femmine della zanzara tigre non hanno difese contro il freddo e all’arrivo dell’inverno scompaiono, non prima di avere depositato le “uova di resistenza” che si schiuderanno la primavera successiva dando origine a nuove generazioni di zanzare. Al contrario, la zanzara comune riesce a sopravvivere al gelo restandosene per tutto l’inverno in luoghi riparati, come cantine e soffitte.
La lotta alle zanzare, come dicevamo, risulta molto più efficace quando l’insetto si trova in fase larvale.

Cosa fare:

  • trattare regolarmente con prodotti larvicidi (in base alle indicazioni riportate in etichetta, da 7 gg a 4 settimane a seconda del tipo di prodotto) i tombini e le zone di scolo e ristagno;
  • eliminare i sottovasi e, ove non sia possibile, evitare il ristagno di acqua al loro interno;
  • verificare che le grondaie siano pulite e non ostruite; 
  • coprire le cisterne e tutti i contenitori dove si raccoglie l’acqua piovana con coperchi ermetici, teli o zanzariere ben tese; 
  • tenere pulite fontane e vasche ornamentali, eventualmente introducendo pesci rossi che sono predatori delle larve di zanzara tigre; 

Cosa non fare:

  • accumulare copertoni e altri contenitori che possono raccogliere anche piccole quantità di acqua stagnante; 
  • lasciare che l’acqua ristagni sui teli utilizzati per coprire cumuli di materiale e legna; 
  • lasciare gli annaffiatoi e i secchi con l’apertura verso l’alto; 
  • lasciare le piscine gonfiabili e altri giochi pieni di acqua per più giorni;
  • svuotare nei tombini i sottovasi o altri contenitori.

Stabilite le norme di buon controllo arriviamo  a ciò che più ci interessa:

- Se dovessimo venir punti?

- E se fossimo allergici?

La farmacologia in questo ci è di grande aiuto.
In primis con i repellenti tra i quali è possibile scegliere tra una quantità enorme di tipologie. La differenza più importante è sicuramente la loro composizione che si divide tra chimica e naturale. Di solito, soprattutto per i bambini, il mio consiglio è quello di usare repellenti naturali che, rispetto ai primi, contengono ovviamente meno contro indicazioni e in caso di contatto con la bocca – ad esempio -  non sono in alcuna maniera dannosi (pensate alle citronella).
Diverso è invece il discorso per gli adulti ai quali, alla luce di una maggiore consapevolezza del prodotto, consiglio i prodotti chimici che hanno un’ azione e un’efficacia più decisa e forte.
Una valida alternativa per i più piccoli è rappresentata dai cerotti repellenti che possono essere attaccati a culle o indumenti in punti non raggiungibili dalla bocca del bambino.

Per quanto riguarda invece le reazioni allergiche dobbiamo prestare maggiore attenzione poiché le conseguenze possono essere più gravi.
Per i soggetti che sanno di essere allergici la mia raccomandazione è quella di avere sempre a portata di mano un cortisonico. Questo intervenire prima che la reazione allergica raggiunga il suo apice minimizzando gli effetti dell’allergia.
Questo vale anche per i più piccini.

I sintomi a cui dobbiamo prestare la massima attenzione riguardano - una volta punti - l’eventuale insorgere di molteplici bolle, rossori, edemi che nel tempo si espandono con ruch cutanei e la presenza di prurito infastidente.
Se tutto ciò si manifesta dobbiamo allertare i presenti e intervenire nel minor tempo possibile.
Sottovalutare questi fenomeni potrebbe aggravare la situazione fino ad arrivare ad uno shock anafilattico.
Questo succede raramente ma non dobbiamo permettere che accada!
I farmaci da utilizzare in questi casi sono i cortisonici i quali bloccano completamente la reazione allergica. Per eliminare invece il prurito e ridurre il gonfiore dobbiamo utilizzare pomate ad uso locale - anche esse cortisoniche o similcortisoniche.

Dott. Marco Torelli

Martedì, 18 Luglio 2017 13:18

Dimagrimento estivo ed integrazione

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Molto spesso, con l’arrivo della bella stagione e della fatidica prova costume, ci accorgiamo che qualche maglietta o pantalone (magari i nostri preferiti) non sono più così comodi come li ricordavamo… ed ecco arrivare la conferma di ciò che sospettavamo: quest’inverno abbiamo preso qualche chilo di troppo!
Non dobbiamo però preoccuparci più di tanto, possiamo infatti seguire qualche utile consiglio per ritrovare un po’ di benessere.

Le motivazioni per cui ci si ritrova con qualche chilo in più sono assolutamente normali.
E’ noto che con il freddo, a causa della maggiore dispersione termica del corpo, si ha bisogno di più energia per mantenere la temperatura a 36-37 gradi. Questa energia la prendiamo dal cibo, spesso accompagnato da un maggiore senso di fame, mangiando più di quanto il nostro reale fabbisogno richieda.
E’ vero inoltre che d’inverno circolano molti più cibi grassi e dolci di vario genere favorendo, in questo modo, l’introduzione di calorie in eccesso.

Contrariamente a quanto accade con le basse temperature, con il caldo generalmente l’appetito tende a diminuire (…e questa estate è veramente calda!!).
Ad aiutarci in questo periodo ci sono maggiori varietà di frutta e verdura, pesce e i sempre presenti latte e latticini. Tutti alimenti che apportano nutrienti ad alto valore antiossidante e protettivo,
come le vitamine, i minerali e i grassi polinsaturi e monoinsaturi.
Durante le vacanze capita stare tra amici anche con frullati di frutta fresca, bevande analcoliche e non zuccherate; al mare è più semplice scegliere pesce al forno o alla griglia invece che cibi ricchi di condimento.

Un’ ottima pratica per ritornare rapidamente in forma è ovviamente fare dello sport.
Con la bella stagione si può ricominciare a fare delle lunghe passeggiate sia a piedi che in bicicletta, migliorando così il tono muscolare e cardiaco bruciando più calorie.
A volte si pensa che facendo attività fisica la fame aumenti e che quindi si corra il rischio di mangiare di più di quanto si è consumato. In realtà se l’attività fisica viene fatta in modo costante, regolare e con la giusta intensità, può non solo aiutare ad eliminare i grassi accumulati ma fa diminuire il senso di fame e facilita così la perdita di peso, aiuta a rinforzare i muscoli e a tiene attivo il metabolismo con il giusto bilancio energetico.
Una buona abitudine è quella di mangiare almeno 3 frutti al giorno (anche frullati – purché bevuti appena preparati per evitare che si ossidino alcune vitamine) e di consumare frutta anche per i vari spuntini o merende.
Consumare tutta la verdura fresca che potete, almeno una porzione a pranzo e a cena o come break.
E’ importante inoltre bere almeno due litri di acqua al giorno.

Per tutti coloro che si sentono particolarmente stanchi e spossati o che comunque lamentano un malessere causato dal caldo e dalla fatica dati delle condizioni climatiche, è possibile integrare il proprio apporto energetico con prodotti che sono assolutamente ottimi per fronteggiare queste situazioni
Per esempio una integrazione di magnesio e potassio è assolutamente consigliata in condizioni di forte sudorazione o crampi – soprattutto se notturni.
Anche un forte apporto di omega 3 aiuta a combattere efficacemente i radicali liberi affinché questi non danneggino le nostre cellule.
Il processo biochimico è molto complesso ma basti sapere che gli antiossidanti sono amici delle nostre cellule e del nostro benessere. Questi aiutano a rallentare l’invecchiamento di organi e sistemi, comprese le cellule della pelle che d’estate possono essere danneggiate dai raggi Uv.
Sono ad esempio antiossidanti complessi vitaminici e minerali, flavonoidi e altri oligoelementi facilmente ritrovabili in molti integratori.

Per concludere… Una buona alimentazione, un apporto vitaminico e di antiossidanti corretto, uniti a una moderata ma costante attività fisica, possono essere la soluzione per un nuovo o ritrovato benessere fisico e - perché no – per una prova costume perfetta!

Dott. Marco Torelli

Per comprendere l’importanza della protezione nei confronti del sole e capirne la necessità dobbiamo sapere che il totale delle radiazioni UV che arrivano ad interessarci superando i vari strati atmosferici si compongono nel seguente modo:

  • 5% UVB:  tali raggi vengono bloccati negli strati superficiali dell’epidermide  ma il loro elevato carico di energia induce all'eritema o scottatura, con le tipiche sintomatologie, nonché un danno diretto al DNA delle cellule basali dell’epidermide.
  • 95% della radiazione UV è costituita invece dagli UVA, a bassa energia, ma in grado di penetrare in profondità, giungendo fino al derma dove inducono stress ossidativo con danni cellulari a strutture dermiche importanti come collagene ed elastina. Ttali raggi in alcune occasioni sono responsabili di fotoallergie, fotodermatiti ma soprattutto del fenomeno di foto-immunosoppressione, con modulazione negativa (down-regulation) del sistema immunitario. Infezioni cutanee e abbassamento del livello di sorveglianza sullo sviluppo di cellule tumorali, ne sono le conseguenze più rilevanti. 

Cit. [All’esposizione solare, infatti, sono correlate diverse tipologie di lesioni cutanee pre-cancerose (cheratosi attinica) e cancerose quali il carcinoma basocellulare (BCC), il carcinoma spinocellulare (SCC), definiti NMSC cioè Non Melanoma Skin Cancer ed il melanoma. L’incidenza di queste lesioni è in crescita a livello mondiale, anche se la diagnosi precoce e le diverse terapie possibili hanno ridotto la mortalità in modo significativo.]


La fotoprotezione topica, e l’utilizzo di protettivi solari, è fondamentale per la protezione di tutti gli individui di ogni fascia d’età ed ha come obiettivo principale quello di minimizzare i danni derivanti dall’esposizione solare, consentendo tuttavia l’attivazione del sistema difensivo della melanogenesi.


In passato l’attenzione protettiva si concentrava quasi esclusivamente sui raggi UVB, proprio per la loro peculiarità di creare danno in forma acuta, oggi giorno i nuovi solari hanno allargato il fattore protettivo anche agli UVA   offrendo una protezione sicuramente più completa
I protettivi solari funzionano seguendo due modalità , la prima utilizzando filtri fisici (cioè in grado di riflettere meccanicamente i raggi UV come fossero uno specchio), la seconda utilizzando filtri chimici (che sono in grado di assorbire i raggi dannosi e riemetterli sotto altre forme).
Nei prodotti di qualità ed efficacia normalmente vengono introdotti due o più filtri oltre ad una serie di elementi che servono a migliorare l’efficacia, come per esempio la distribuzione omogenea , la discreta permanenza sulla pelle, resistenza all’acqua , capacità di ottenere l’efficacia in uno strato sottile , tutte proprietà a supporto della azione fotoprotettiva  .

I solari vengono identificati dal fattore di protezione o SPF  (Sunburn Protection Factor) in cui si esprime numericamente la capacità protettiva della formulazione nei confronti dei raggi UVB.
Qundi in base al periodo di esposizione, fosse il primo periodo o l’ultimo e in base alla permanenza all’esposizione, possiamo scegliere il solare più adatto alle nostre esigenze. Questo non è tuttavia l’unico modo o fattore per determinare la nostra scelta, basandosi infatti il fattore di protezione solo su i raggi UVB - secondo la raccomandazione della commissione europea e secondo il nostro ministero della salute - un protettivo solare dovrebbe avere anche filtri selettivi UVA

Un altro aspetto rilevante quando si utilizza un solare riguarda la quantità di prodotto che si applica. Solitamente si usa una quantità esigua, questa abitudine riduce in misura notevole la protezione. Ad esempio, dimezzare il quantitativo di prodotto applicato può ridurre da due a tre volte la protezione offerta.
Un consiglio di buon comportamento è quello di ripetere più volte la protezione durante l’esposizione solare sia per mantenere efficace i filtri sia per evitare che durante i bagni, docce o sudorazione, questi vengano eliminati.

Ovviamente va premesso che i protettivi solari non filtrano la totalità dei raggi UV ma è altrettanto vero che possono offrirci una seria protezione per la nostra pelle. Saper scegliere ed utilizzare i protettivi solari in modo informato e
consapevole, con particolare riguardo per i giovani e ancor di più per i più piccoli, rappresenta una difesa importante per tutelare la salute della pelle.

Dott. Marco Torelli

Siamo nel periodo delle allergie che provocano fastidiosissimi effetti sulla vita quotidiana. Ci ritroviamo con il naso chiuso, starnuti, occhi arrossati, sonnolenza, fastidi alla gola, spossatezza e ovviamente dormiamo poco a causa della difficoltà respiratoria .

Tutto questo si verifica per una iperproduzione di istamina a seguito di un’esposizioni a pollini di vario genere, graminacee e quant’altro ci possa dare fastidio

La soluzione più immediata per sconfiggere o alleviare questi sintomi sono l’uso di sostanze decongestionanti come antistaminici ad uso topico (spray nasali, colliri) e ad uso orale che limitano gli effetti contrastando la sovrapproduzione di istamina. Di comune uso sono anche farmaci vasocostrittori con funzione decongestionante che si associamo a prodotti comuni per l’igiene nasale che non sono però del tutto esenti da contro indicazioni

I consigli più efficaci per limitare questi effetti sono principalmente di cambiare abbastanza spesso tipo di antistaminico per prevenire l’effetto di assuefazione, evitare luoghi dove la concentrazione di questi allergeni sono più alte (parchi, giardini e simili) evitare di guidare con i finestrini dell’auto aperti sfruttando cosi il sistema di filtraggio dell’automobile.In casa deumidificare gli ambienti in cui si vive in quanto l’umidità contribuisce a frammentare i pollini e gli agenti irritanti, in questo modo essi penetrano più facilmente nei bronchiIn caso di congiuntiviti allergiche è opportuno preferire occhiali da sole muniti di coperture laterali.
Non svolgere eccessivi sforzi fisici che aumenterebbero la respirazione e la conseguente introduzione di allergeni.
Non creare ambienti “inquinati” il fumo e il principale elemento che irrita i bronchi

Anche l’omeopatia può esserci di aiuto, specialmente nella prevenzione o nella cura delle forme più leggere fin da due mesi prima dell’arrivo dei pollini l’utilizzo dei prodotti a base di macerati glicerici specifici riducono il numero di episodi allergici e l’intensità.

I tipi di polline che generano allergie sono :

Ambrosia

Margherita

Arnica

Artemisia

Tarassaco

Faggio

Graminacee

Nocciolo

Olivo

Ontano

Parietaria

Betulla

È possibile utilizzare anche farmaci ad uso preventivo come cromoni o immunoterapia specifica (vaccino) che consiste nella somministrazione di dosi progressivamente crescenti di estratti pollinici.
È importante che la terapia sia prescritta da uno specialista.

Dott. Marco Torelli

Martedì, 05 Agosto 2014 15:59

Stacca dalla routine quotidiana

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Un intenso relax per eliminare ogni traccia di tensione e affaticamento dal tuo corpo e dalla tua mente.

Martedì, 05 Agosto 2014 14:35

Scottature solari

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Le scottature solari sono delle bruciature indotte dal sole. Più la pelle è chiara, più sarà sensibile al sole: basta poco tempo (15 minuti) perché la pelle si scaldi e diventi rossa e dolorante. La parte superficiale dell’epidermide risulta quindi danneggiata, si disidrata e cade. In genere, la scottatura solare è una ustione di primo grado ma può anche essere più grave. In tal caso si formano delle vesciche: è la ustione di secondo grado. La ripetizione di scottature solari aumenta il rischio di sviluppare un melanoma, perciò bisogna evitarle.

Martedì, 05 Agosto 2014 13:33

L’abbronzatura

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L’abbronzatura è una reazione di protezione della pelle. I melanociti sono le cellule che producono il pigmento della pelle, la melanina. Questo pigmento assorbe l’energia e la disperde sotto forma di calore e capta i radicali liberi formati da questa reazione. La pigmentazione naturale è dunque una protezione contro i raggi UV ma non è la stessa per tutti i tipi di pelle. Alcuni tipi di pelle si scottano facilmente e praticamente non si abbronzano affatto, mentre per altri tipi accade il contrario. I dermatologi parlano di fototipi che vanno dal fototipo 1 (pelle molto chiara) al fototipo 6 (pelle nera). Più il fototipo è basso, più la pelle ha bisogno di protezione.

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